Martedì, 19 Gennaio 2021

Visita a Licodia Eubea

In un  angolo di Sicilia lontano dai percorsi turistici più battuti  quasi a metà strada tra Lentini e Ragusa, respira, a pieni polmoni, aria degli Iblei, Licodia Eubea, piccolo paese in provincia di Catania. Ed è proprio lì  che i soci dell’Archeoclub di Lentini ci siamo recati in gita Domenica 24 Novembre. Guida d’eccezione il dott.Giacomo Caruso Presidente dell’Archeoclub di Licodia Eubea, padrone di casa accogliente ed amoroso,  profondo conoscitore di quei luoghi e della sua storia.

Così  scarpinando in sentieri di campagna, passeggiando per le vie , inerpicandoci per salite con pendenze mozzafiato, ci siamo ritrovati immersi in un tripudio di odori e sapori unici ed  abbiamo avuto il privilegio di scoprire la semplicità e genuinità di un territorio, avvertire l’essenza di una civiltà, che, in un modo o nell’altro si trascina dietro un suo mondo, un suo stile di vita e le sue radici profonde legate ad esso.

Forse  la presenza  ingombrante delle pale eoliche, turba un po’ l’atmosfera magica, che aleggia su quei luoghi. Ma concentriamoci sulle cose belle: ecco che si offre alla nostra vista il complesso rupestre denominato “Grotte dei Santi”, che fu  sede di un piccolo gruppo cenobitico, che dopo il VI secolo d.C. lo trasformò da area cimiteriale cristiana a oratorio.

In uno di questi ambienti grazie agli interventi promossi dall’Archeoclub di Licodia Eubea è stato riportato alla luce  un pannello pittorico raffigurante la Crocifissione. E’ un luogo magico e di forti suggestioni, sottratto all’abbandono ed al degrado che ci consente di interrogare il nostro passato, per capire chi siamo.

Entrati nel centro storico visitiamo il museo civico, che raccoglie i materiali rinvenuti nel territorio,  racconta la storia dell’insediamento umano a Licodia Eubea e gli esiti straordinari dell’incontro fra la cultura indigena e quella greca ((prezioso fu il contributo di Leontinoi, come documenta un pannello all’ingresso del Museo). Quasi attaccata al Museo si eleva “La Chiesa dell’ospedale”, un vero gioiello architettonico, decorata al suo interno con affreschi e stucchi a motivi floreali e  zoomorfi in stile tardo barocco,  che conserva  oltre a pregevoli tele,  un crocifisso ligneo policromo di straordinaria fattura e bellezza.

Dopo una breve passeggiata per le vie ed i sottoportici del centro storico, mentre i nostri sensi coglievano gli odori del pranzo domenicale, che, nonostante le porte ermeticamente chiuse per il freddo, si spandevano dalle case per  i vicoli, siamo giunti alla “ Chiesa del Carmine”, costruita nel 1579 e rimasta in piedi dopo il terremoto del 1693, una piccola chiesetta tutta raccolta in  una sola navata, arricchita da un portale con timpano spezzato,sopra il quale si apre un’ampia finestra, sormontata dallo stemma dei Carmelitani; essa conserva importanti opere e una cripta, che però ancora non è aperta al pubblico.