Martedì, 19 Gennaio 2021

CENA degli AUGURI di NATALE 2014

Organizzata dall’Archeoclub “Alfio Sgalambro” di Lentini, sabato 20 dicembre 2014, presso il Sant’Alphio Palace Hotel di Lentini (Sr), ha avuto luogo la consueta “Cena degli Auguri di Natale”, quest’anno coincidente con la chiusura del triennio 2012 – 2014 di presidenza di Maria Arisco  riconfermata per la terza volta, per il nuovo triennio 2015 – 2017, insieme a tutti i membri del Consiglio direttivo uscente. Una bella serata all’insegna della gioiosa e corale partecipazione di Soci e di graditi Ospiti tra cui il sindaco Alfio Mangiameli, il nuovo Parroco della Chiesa di Sant’Alfio, Don Maurizio Pizzo, e i Presidenti o Rappresentanti dei Club locali – FIDAPA, Kiwanis, Lyons e Rotary. Con i rituali saluti di benvenuto, preceduti da una interessante quanto gradevole proiezione di un video – a cura del socio Delfo Inserra – riassuntivo delle attività realizzate nel corso del triennio, la Presidente ha dato il via all’incontro con un breve quanto intenso discorso natalizio, ricco di significative espressioni augurali anche per il nuovo anno 2015. Ha, poi, fatto un riepilogo del triennio trascorso nel corso del quale sono state realizzate tantissime attività, volte sempre alla conoscenza, alla tutela e alla promozione dei Beni Culturali e Ambientali, tra cui: il restauro della tela della “Annunciazione” nella Chiesa del Carmine; della tela della  “Deposizione” e del Pulpito nella Chiesa di Sant’Alfio, ufficialmente consegnati e benedetti il giorno 6 dicembre, festa dell’Immacolata; l’adozione dell’aiuola della rotatoria di via Patti. Il tutto con i proventi ricavati dalle quote sociali versate annualmente da tutti i numerosi Soci che ringrazia sentitamente.

La serata è proseguita con la presentazione di diciannove nuovi Soci, accompagnati dalle rispettive Madrine.

Poi il messaggio augurale di Don Maurizio Pizzo, incentrato sulla figura di Don Tonino Bello, un grande Uomo, per il quale è stata avviata la causa di beatificazione, che, a distanza di venti anni dalla sua scomparsa, viene ancora ricordato per il suo pensiero e, soprattutto, per il suo straordinario operato, a tutt’oggi più attuale che mai. Un grande uomo, che rinunciò ai “Segni di Potere” e scelse il “Potere dei Segni”: nacquero così la Casa della Pace, la comunità  per i tossicodipendenti Apulia, un centro di accoglienza per immigrati dove volle anche una piccola moschea per i fratelli Musulmani.

Padre Maurizio, che ha arricchito il suo messaggio natalizio con delle proiezioni su schermo, tra cui un’intervista rilasciata dal vescovo di Molfetta in occasione del Natale, ad una giornalista della Rai, ci ha fatto conoscere gli aspetti più significativi della vita di Don Tonino Bello, il suo pensiero, il suo operato e la sua particolare visione del Natale.

Traendo spunto dalle parole accorate e al tempo stesso provocatorie riportate in una lettera scritta da Don Tonino venti anni fa in occasione del Natale, ci ha detto:  “La prima parola di Dio  è stata un vagito, il vagito di Gesù Bambino deposto sulla paglia di una misera mangiatoia, in una grotta; l’ultima parola di Dio è stata un altro vagito, il vagito di un moribondo inchiodato sulla croce rivolto al Padre …Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato...

Proseguendo, ci ha parlato dell’Annunciazione, della scelta divina di servirsi di “una fanciulla per venire alla luce…Lui che è la luce…di Giuseppe “che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne…degli angeli che annunciano la pace…dei poveri che accorrono alla grotta… dei pastori che vegliano nella notte, facendo la guardia al gregge”; della fuga in Egitto…di Dio che, scacciato dalla Sua Terra, diventa un “migrante”; dei poveri che sono i veri soggetti della liberazione…

”Andiamo a Betlemme con i pastori, il viaggio è lungo e difficile, ha detto ancora, con le parole di Don Tonino, “ma non esiste che un solo mezzo per sapere dove può condurre e proseguire”

“Mettiamoci in cammino verso Betlemme portando con noi i segni delle cose semplici, del dialogo, dello stupore, della libertà e della tenerezza nella preghiera…e dal nostro cuore liberato dalle miserie e dalle vanità della vita di oggi, scaturirà la vera libertà”

Ha poi augurato a tutti un “Buon Natale” e un “Felice Anno 2015” migliore di quello che ci stiamo lasciando alle spalle e, soprattutto, più sereno e più in pace.

La Presidente ha ringraziato Don Maurizio per il toccante messaggio, salutandolo con affetto, insieme a tutti gli intervenuti, mentre velocemente si allontanava preso dai suoi impegni ecclesiali.

E’ stata, poi, la volta del sindaco Alfio Mangiameli che, dopo i saluti augurali. ha voluto  ringraziare la Presidente e i Soci dell’Archeoclub per le pregevoli attività messe in opera e per l’attenzione nei riguardi del patrimonio artistico della città di Lentini, dimostrato concretamente anche con le numerose opere di conservazione e di restauro effettuate, augurando che anche altri Club e comuni Cittadini possano fare altrettanto.

Ha fatto seguito un delizioso concerto musicale tenuto dalla violinista Erika Ragazzi, una bravissima artista lentinese spesso presente con il suo magico violino alle nostre serate.

Al termine la Presidente, ha ringraziato Erika per le sue impeccabili esecuzioni augurandole altri meritati successi; e a tutti i presenti ha augurato una luce di pace e di rinascita.

Ha ringraziato ancora tutti i membri del Consiglio direttivo uscente per averla collaborata e sostenuta nella organizzazione delle diverse attività; ha ringraziato tutti i Soci che con la loro costante e numerosa presenza hanno reso importanti tutti gli incontri; ha ringraziato altresì i Soci che, senza ricoprire un preciso incarico nel direttivo, hanno contribuito, con il loro operato, a dare maggior lustro e visibilità all’Archeoclub di Lentini: Delfo Inserra per la professionale e costante gestione del “sito”, Marisa Cardillo per le belle relazioni sui principali eventi culturali, inviate alla segreteria nazionale e riportate sul giornale dell’Archeoclub nazionale web; Carmela Vacante per i servizi fotografici e i puntuali resoconti di tutte le attività,  riportate dalla stessa su Facebook.

E, per chiudere, ha presentato con gioioso entusiasmo i componenti del nuovo Consiglio direttivo, che opererà per il triennio 2015 – 2017 porgendo a tutti auguri per un proficuo lavoro insieme.

A seguire la cena sociale.

L’ARCHEOCLUB E L’AMORE PER IL VERDE

Adottata l’aiuola della rotatoria di via Licata

Cresce l’amore per il verde a Lentini e si sviluppano le iniziative finalizzate a migliorare la città attraverso la cura di aiuole e piazzette pubbliche. Come ha fatto l’Archeoclub, presieduto da Maria Arisco, che ha deciso di adottare l’aiuola interna alla rotatoria di via Licata. Per rendere più graziosa la città.

«Abbiamo voluto adottare l’aiuola -ha detto la prof. Maria Arisco – per rendere più accogliente Lentini augurandoci che seguano altre iniziative come questa. Tra gli obiettivi del nostro club ci sono infatti, oltre alla tutela e valorizzazione dei beni culturali, anche la tutela dell’ambiente. Il sito è stato scelto perché rappresenta un’area di transito trafficata e ci è sembrato bello renderla più elegante».

Un’iniziativa destinata a ripetersi, considerato che sono in tanti gli

amanti del verde che si prendono cura di terreni e giardini.

Come fa ogni giorno l’edicolante Franco Raiti che da tempo si impegna a valorizzare piazza del Popolo, attraverso la messa a dimora di fiori.

«Trascorro - dice - la maggior parte delle mie giornate in questa zona che ho voluto migliorare. Amo tanto il verde e per questo motivo ho piantato fiori curando quest’angolo così come faccio a casa mia». Un impegno spesso vanificato da comportamenti incivili.

Diverse volte sono stati difatti gettati rifiuti tra le aiuole e staccati i cestini dei rifiuti. Atti di vandalismo ripetutisi nei fine settimana e durante le ore notturne.

GISELLA GRIMALDI

Rinnovo Cariche Sociali all’Archeoclub di Lentini

Martedì 16 dicembre 2014, nei locali del Sant’Alphio Palace Hotel di Lentini (Sr), ha avuto luogo l’Assemblea Ordinaria dei Soci  dell’Archeoclub “Alfio Sgalambro”di Lentini  per procedere al rinnovo delle Cariche Sociali per il triennio 2015 / 2017.

Dopo i saluti ai numerosi Soci e un breve riepilogo delle ultime attività realizzate dal Club, la presidente, prof.ssa Maria Arisco, ha ceduto la parola al presidente del Seggio elettorale, prof. Delfo Inserra, per le necessarie spiegazioni attinenti il voto. Collaborato dai soci-scrutatori Nucccio Fisicaro, Cirino Inserra, Alfio Scapellato e Saro Scifo, il presidente del Seggio ha dato successivamente inizio alle operazioni di voto chiamando i soci per appello nominale non alfabetico. Terminate le votazioni, che si sono svolte in un’atmosfera di serena e armoniosa partecipazione, sono state aperte le urne, a cominciare da quella per la carica di Presidente, per procedere allo spoglio.

Terminate le operazioni di spoglio e di controllo, riguardanti anche le altre Cariche Sociali, la composizione del Nuovo Consiglio Direttivo  è risultata la seguente:

Presidente : Arisco Maria

Consiglieri eletti, (in ordine alfabetico):

Cosentino Salvatore (detto Pippo), Inserra Filadelfio (detto Delfo) - subentrato a Filadelfo Fisicaro  che ha rinunciato alla nomina per motivi di famiglia - Nigro Maria, Scapellato Alfio, Scifo Rosario e Sortino Giuseppa (detta Nuccia).

 

Tra questi, nella prima seduta che avrà luogo tra il 27 e il 30 di dicembre 2014, saranno scelti: Vicepresidente, Segretario e Tesoriere

Revisori dei Conti - Titolari: Fisicaro Filadelfo, Giuga Aldo e Roccaforte Rosa. Supplenti: Inserra Cirino e Marilli Enrico.

Probiviri: Arisco Amelia, Di Pietro Alfio, Risuglia Anna Dente

Sulla scorta di un vecchio adagio che recita “SQUADRA VINCENTE NON SI CAMBIA” i Soci hanno scelto di riconfermare per il prossimo triennio 2015 / 2017, per la terza volta consecutiva, il Direttivo uscente, al quale, a nome di tutti i Soci, vanno i più sentiti e doverosi i ringraziamenti per l’ottimo lavoro svolto.

Al Nuovo Direttivo, guidato ancora dalla sua instancabile e dinamica presidente Maria Arisco, vanno tantissimi affettuosi auguri di un “buon proseguimento di lavoro”: sereno, proficuo, originale, ricco di eventi significativi riguardanti la tutela, la conoscenza e la valorizzazione dei Beni Culturali e Ambientali del nostro Territorio, e non solo, sempre all’insegna dell’amicizia e dello stare bene insieme; collaborato dai Soci che, senza ricoprire alcuna carica ufficiale, hanno svolto e continueranno a svolgere il lavoro del “dietro le quinte” per rendere sempre più prestigioso e, soprattutto, presente nel Territorio, e non solo, l’Archeoclub “Alfio Sgalambro” di Lentini.

AUGURI!!!!!!!!!!!!

LA VILLA ROMANA DEL CASALE

Un folto gruppo – circa settanta partecipanti - di ospiti e di soci dell’Archeoclub di Lentini, accompagnato dalla presidente prof.ssa Maria Arisco, domenica 7 dicembre 2014, fa effettuato una visita guidata a Piazza Armerina, una splendida città d’arte. Con noi in autobus la dott.ssa Corinne Valenti - di Sicilia Antica Lentini Carlentini – e l’archeologo dott. Italo Giordano, la nostra guida, che ha reso molto gradevole il “viaggio” parlandoci della Piana di Catania e di quanto, strada facendo, meritava di essere descritto, come l’Eremo di San Giacomo.

Il “viaggio” per raggiungere il luogo da visitare non è mai un semplice trasferimento, ma una importante opportunità di conoscenza del territorio e degli elementi che lo caratterizzano. Percorrendo l’Autostrada CT-PA abbiamo attraversato la parte nord occidentale della Piana di Catania avendo costantemente alla nostra destra il nostro maestoso Etna ricoperto di neve; poi le prime propaggini dei Monti Erei caratterizzati da morbide colline argillose – già verdeggianti di tenero grano – prepotentemente forate da aguzzi spuntoni rocciosi occupati da masserie e dimore padronali, in gran parte in stato di abbandono; le pale eoliche, che orlano e deturpano i crinali di rocce calcaree…Qualche paesino medievale arroccato sulle colline, ben protetto da mura…Enna sulla collina più alta. Lasciando l’Autostrada per la Provinciale, abbiamo percorso la zona gessoso solfifera con la miniera di Floristella, nei pressi di Valguarnera, e l’area sempre più antropizzata, man mano che ci avvicinavamo alla nostra meta, con la presenza di fattorie per allevamento di bestiame, opifici e piccole industrie che lavorano i materiali messi a disposizione dal territorio utilizzando le acque delle numerose fontane che alimentano il fiume Dittaino; i fitti boschi di Querce e di Eucalipti… Poi ci ha accolto Piazza Armerina, con il suo frizzante e gelido venticello nonostante lo splendido sole autunnale.

Posta al centro della Sicilia, nell’entroterra del Golfo di Gela su un colle dei monti Erei meridionali, a circa 700 metri di altitudine, incastonata tra fitti ed estesi boschi misti con predominanza di Eucaliptus, la città vanta molti pregevoli monumenti: palazzi nobiliari, splendide chiese, tra cui la Cattedrale, e tanti musei, che narrano la storia del suo illustre e glorioso passato.

La città e il suo centro storico vengono, tuttavia, trascurati dal turismo di massa e anche i visitatori più raffinati e culturalmente più preparati spesso non trovano i tempi giusti per una visita più accurata come, invece, la città meriterebbe: la Villa Romana del Casale, il suo prezioso “fiore all’occhiello” la penalizza non poco.

Anche noi non abbiamo visto molto della città.

La visita fuori programma – consigliata dagli amici dell’Archeoclub locale, che ringraziamo per la gentile disponibilità – ad una villa posta a qualche chilometro dal centro, con annesso “Museo delle meraviglie”, che ha preso più tempo del previsto; e un noioso contrattempo, creato dagli autisti dei nostri autobus riguardante le obbligatorie ore di sosta, ci hanno costretti, purtroppo, a cancellare parte delle visite programmate. Valido motivo per un auspicabile ritorno in questa bella città.

Abbiamo visitato, però, come meglio non si poteva, la Villa Romana del Casale, oggetto principale del programma della nostra escursione a Piazza Armerina.

La Villa Romana del Casale, ubicata a circa tre Km da Piazza Armerina, è un gioiello archeologico di inestimabile valore artistico e storico di epoca tardo imperiale, risalente alla fine del IV secolo d.C. Nel 1997 è stata inserita dall’UNESCO tra i Beni Culturali Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

La splendida villa imperiale è una magnifica dimora rurale, appartenuta ad una ricca e potente famiglia romana, forse un governatore di Roma (Praefectus Urbi). Il suo fascino è da ascrivere, soprattutto, ai meravigliosi mosaici, pavimentali e parietali, stilisticamente influenzati dalla cultura africana, ritenuti tra i più belli, i più estesi e meglio conservati nel loro genere, frutto di un lavoro certosino, eseguito da artigiani-artisti molto bravi, fatto di immagini nitide, ricche di colori e di movimento, che impreziosiscono i resti di questa fastosa residenza.

Per la sua bellezza e complessità, si può considerare come uno degli esempi più importanti e significativi di dimora di “rappresentanza” rispetto ad altre dello stesso periodo costruite dai romani nelle aree occidentali dell’impero.

Distrutta dagli incendi e dal terremoto del 1191, tra i resti della villa, nei pressi della quale permangono quelli  dell’acquedotto - che vi portava l’acqua del fiume Gela -  si possono individuare quattro nuclei separati, ciascuno di diverso orientamento assiale, ma strettamente connessi tra loro:

Ingresso monumentale a tre arcate con cortile a ferro di cavallo.

Corpo centrale della villa organizzato attorno ad un cortile a peristilio quadrangolare con al centro  una vasca di notevoli dimensioni.

Grande “trichora” preceduta da un peristilio ovoidale, a sua volta circondato da un gruppo di ambienti adibiti ad usi vari tra cui le stanze padronali.

Complesso termale con accesso dal cortile a peristilio quadrangolare.

Il gruppo, diviso per la sua numerosità in due sottogruppi, è stato guidato da due guide veramente eccezionali, la prof.ssa Silvana Parasole Lionti e l’archeologo dott. Italo Giordano, che hanno illustrato, con grande competenza e ricchezza di particolari i vari ambienti.

Data la complessità della monumentale struttura e le particolari caratteristiche architettoniche e iconografiche di ogni sezione, non aggiungo altro e affido il compito alle foto, da me scattate nel corso dell’accurata visita, che, accompagnate da brevissime didascalie, sapranno raccontarvi molto meglio delle mie parole le meraviglie di questo splendido gioiello archeologico.

Festa dell’Immacolata alla Chiesa di Sant’Alfio

con l’Archeoclub di Lentini (SR)

Guidati dalla presidente Maria Arisco, i soci  dell’Archeoclub di Lentini, insieme ad una affollata presenza di parrocchiani, lunedì 8 dic. 2014, hanno partecipato alla Messa dell’Immacolata, celebrata dal parroco don Maurizio Pizzo e accompagnata dal violino di Erika Ragazzi.

Al termine della funzione religiosa il parroco ha comunicato ai presenti che l’Archeoclub aveva contribuito al ripristino degli arredi e delle opere d’arte della chiesa con il restauro del quadro della “Deposizione”, dipinto dal pittore Gaetano Sortino nel XVIII sec. e del Pulpito.

“Un goccia nell’oceano”, ha sottolineato don Maurizio, invitando i presenti a collaborare e a seguire l’esempio. Pur essendo stata in gran parte restaurata, al punto da essere aperta al culto, c’è ancora moltissimo da fare per riportare agli antichi splendori la Chiesa di Sant’Alfio.

E’ seguita la consegna ufficiale con lo svelamento delle targhe e la benedizione.