L’inizio della bella stagione coincide, per noi siciliani,  specie dell’area orientale, con l’avvio delle rappresentazioni teatrali classiche, principalmente presso il Teatro Greco di Siracusa, ma anche in altri siti archeologici del territorio.
L’incontro organizzato dalla nostra Associazione con il prof. Francesco Valenti , dal titolo “ Il teatro Greco nell’antichità “, svoltosi il 23.5 u.s. nei locali del Centro Polifunzionale della Bibioteca Comunale, è stato quindi un’interessante occasione per comprendere ed approfondire la conoscenza di questo affascinante aspetto della cultura greca.
In apertura, il nostro Presidente, prof. Filadelfio Inserra, dopo i saluti al pubblico intervenuto, ha introdotto il relatore, ringraziandolo per la generosa disponibilità sempre dimostrata verso la nostra Associazione, per la quale lo stesso ha tenuto numerosi incontri sui più svariati argomenti : una presentazione necessariamente sintetica, considerata la lunga durata  della relazione che lega l’Archeoclub al prof. Valenti, che è stato tra i fondatori della sede lentinese ed ancora oggi è socio onorario della stessa, e di cui tutti i soci ben conoscono la competenza in campo storico ed archeologico.
Il prof. Valenti ha esordito precisando che la sua relazione, che riprende una Lectio Magistralis  da lui tenuta in una città del Nord Italia, non avrebbe trattato delle opere teatrali della tradizione classica greca, bensì della specifica struttura e delle caratteristiche proprie del teatro greco.
Esso nacque ad Atene, a partire dal V secolo a.C.; ateniesi furono i più importanti autori di tragedie ( Euripide, Eschilo e Sofocle) e di commedie (Aristofane, Menandro), e per circa 400 anni la capitale greca rimase la sua sede praticamente esclusiva.
In origine, il teatro aveva un carattere prettamente religioso, essendo collegato con le feste in onore del dio  Dioniso, durante il quale si tenevano le rappresentazioni.
Esse duravano sei giorni, durante i quali le normali attività della città si fermavano, per consentire a tutti i cittadini di partecipare.
Gli spettacoli erano organizzati dallo Stato, che retribuiva autori ed attori, mentre a cittadini benestanti era affidata la messa in scena delle opere; l’Arconte sceglieva tre autori,   che avrebbero dovuto gareggiare,  presentando ciascuno tre tragedie ed un dramma satiresco; ogni giorno, dalla mattina al tramonto, venivano ininterrottamente rappresentate le opere; al termine della gara, una giuria, appositamente costituita, proclamava  il vincitore.
In origine, gli attori erano unicamente uomini; indossavano maschere diverse, che avevano una funzione interpretativa, a seconda  dei vari  personaggi rappresentati,  ma anche quella  di amplificazione della voce; calzavano alti coturni, per dare al personaggio maggiore prestanza; molto ridotta era la scenografia, che variava grazie a congegni meccanici che facevano ruotare i fondali, o portare in scena divinità che definivano situazioni altrimenti irrisolvibili( il famoso “ deus ex machina”).
Il teatro, che poteva ospitare sino a 20.000 spettatori e 1.500 tecnici, era all’aperto, e quindi le rappresentazioni dovevano concludersi prima del tramonto del sole.
Il coinvolgimento di un così elevato numero di cittadini dava alle rappresentazioni una forte connotazione civile e politica, oltreché religiosa.
Gli spettacoli diventarono  uno strumento di diffusione delle idee della polis, con  una spiccata funzione educativa: neppure le guerre ne hanno interrotto la  rappresentazione, e la loro forma è rimasta praticamente invariata nel tempo.
Una manifestazione collettiva, che incarnava  il mito nella tragedia, e l’attualità nella commedia, con un’originale integrazione di parole, arte, movimento.
Le opere erano presentate in un unico evento, e non vi erano repliche.
Solo pochissime  di queste ci sono pervenute, una trentina di tragedie e tredici commedie: la gran parte ( circa 800, si ipotizza) sono andate distrutte, parecchie, probabilmente, nell’incendio della Biblioteca di Alessandria.
Con alcuni interventi del pubblico e i saluti del Presidente, che ha brevemente ricordato i prossimi impegni della nostra Associazione, si è conclusa questa interessante serata, che ci ha dato modo di conoscere peculiarità anche sconosciute di un così importante aspetto della cultura classica.