La Mala Striscia
di Alfio Siracusano
A distanza di pochissimi giorni dall’interessante incontro con l’Architetto Francesco Finocchiaro, Martedì 24 Febbraio, presso il Centro Polifunzionale della Biblioteca Comunale, si è svolta un'altra importante occasione di approfondimento culturale organizzata dalla nostra Associazione: la presentazione dell’ultima fatica letteraria del Prof. Alfio Siracusano, “La Mala striscia”.
In una sala gremita di soci e interessato pubblico, il Presidente, prof. Filadelfio Inserra, dopo i saluti ed i ringraziamenti, ha introdotto l’autore, che sicuramente non necessita di particolari presentazioni: già docente di materie letterarie e Dirigente scolastico in diversi Istituti d’Istruzione Superiore, prolifico autore di trattati, romanzi, racconti, fine critico e saggista, esponente di rilievo della cultura del territorio; intellettuale molto vicino alla nostra Associazione, che ha organizzato la presentazione di molte delle sue pubblicazioni e lo ha insignito del premio Pisano Baudo, come noto assegnato dall’Archeoclub di Lentini alle personalità che si sono maggiormente distinte nella valorizzazione del nostro territorio. F27 OK
A dibattere con l’autore, sono state chiamate due autorevoli figure di spicco della cultura locale, il prof. Riccardo Insolia , ex Sindaco del Comune di Lentini, musicista, già docente presso il Conservatorio “ Vincenzo Bellini “ di Catania, ed il prof. Tommaso Cimino, docente di materie letterarie in istituti scolastici superiori, che si sono alternati in un serrato dialogo con l’autore, per mettere a fuoco gli elementi più significativi di questa ultima opera del prof.Siracusano, un saggio, o forse più semplicemente, una raccolta di pensieri, di riflessioni, di meditazioni, nella quale, prendendo spunto dalle letture e dagli scrittori prediletti( Dante, Ariosto, Leopardi, etc.) vengono approfonditi temi cari all’autore : l’etica, la coscienza ed il suo rapporto con la scienza,la pietas.
L’immagine della Pietà Rondanini, quella meno riuscita artisticamente, forse, tra le Pietà scolpite da Michelangelo, ma la più toccante, suscita in Siracusano un moto di reazione, per la profonda ingiustizia rappresentata dalla morte di un uomo retto: la coscienza, seriamente ascoltata, porta a comprendere che non esiste giustizia se non nel principio dell’eguaglianza tra gli uomini. E Siracusano identifica proprio nella coscienza il Daimon di Socrate,che interveniva per dissuaderlo dal compiere azioni sbagliate. Nel mondo di oggi, per Siracusano, pochi ascoltano la propria coscienza: gli uomini di potere sono consapevoli, probabilmente, dei loro errori, ma non ne prendono le distanze.
Altro tema particolarmente a cuore all’autore è il rapporto tra scienza ed etica, e l’esigenza di mantenere la ricerca sempre entro confini che rispettino l’uomo e la natura.
A proposito di quest’ultima, il richiamo a Leopardi è inevitabile: il poeta , con il suo pessimismo cosmico, riteneva “ matrigna “la natura, immaginandola come una forza indifferente alla sofferenza dell’uomo. Oggi, invece è proprio la natura ad essere violata dall’intervento umano, ed il suo ordine è spesso manomesso da una tecnologia non rispettosa delle sue particolarità, con i rischi per l’umanità che tutti conosciamo.
Solo la scienza gestita con il supporto della cultura può garantire uno sviluppo equilibrato della nostra civiltà.
A conclusione dell’incontro, una serie di interventi del pubblico ha testimoniato il suo interesse per l’opera del prof. Siracusano, che, ancora una volta, ci stimola ad approfondire temi culturali tuttora di estrema attualità.
Rosa Roccaforte.