IL VILLAGGIO SICULO DELLA METAPICCOLA
“Gli altri: popolazioni non greche della Calabria antica”
Presentazione del libro di Fabrizio Mollo
A distanza di una settimana dalla presentazione degli ultimi numeri de “I Quaderni del Mediterraneo”, Venerdì 27 Marzo si è tenuto presso la sala conferenze del Museo Archeologico di Lentini un incontro organizzato dall’Ente Parco Archeologico di Leontinoi e Megara, in collaborazione con la nostra Associazione, a conferma della stretta sinergia avviata tra le due organizzazioni.
Anche questa volta ha fatto gli onori di casa il Direttore del Parco Archeologico, il Dr. Agostino Messana, che ha presentato la serata, incentrata su temi squisitamente archeologici.
Oltre al Prof. Fabrizio Mollo, autore del libro presentato, ospiti della serata sono stati il Prof. Massimo Frasca, archeologo, già docente universitario, autore di importanti attività di scavo, sia in Italia (anche nel nostro territorio) che all’estero, e di numerose pubblicazioni, ed il Dr. Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico di Reggio Calabria.

Il prof. Filadelfio Inserra, presidente Archeoclub, ha sottolineato come la nostra Associazione sia sempre in prima linea, per promuovere archeologia, arte e cultura, e quindi non può che sostenere iniziative come quelle della serata.
L’incontro è entrato nel vivo con gli interventi degli ospiti, in prima battuta del prof. Frasca, che ha espresso il suo piacere nel ritrovarsi in un ambiente in cui ha vissuto tante gratificante esperienze, e nel ritrovare il Dr. Sudano, suo alunno ai tempi in cui era docente in atenei calabresi, e con il quale ha condiviso importanti attività di scavo; ha accennato alla brillante carriera del Dr. Sudano, lentinese “ emigrato” in Calabria, che, dopo numerose esperienze nel campo dell’archeologia, riveste attualmente l’incarico di Direttore del Museo Archeologico di Reggio Calabria ( che la nostra Sede ha avuto l’opportunità di visitare proprio di recente, in occasione della gita nella Calabria Ionica).
Il prof. Frasca ha quindi trattato diffusamente della pubblicazione oggetto della presentazione, che offre molti spunti di riflessione sul concetto della colonizzazione greca nella Magna Grecia: gli “Altri” del titolo del libro sono le popolazioni indigene che risiedevano nei territori raggiunti dai coloni greci, come gli Enotri e i Bruzi in Calabria od i Siculi in Sicilia: Calabria e Sicilia sono sempre state unite da intensi contatti, in particolare tra il XIII secolo e l’XI secolo a.C.
Nella Piana di Catania, dove i Siculi avevano cacciato i Sicani, si trovano testimonianze di questo periodo: villaggi piuttosto ampi, costituiti da 8 o più capanne, che presentano molte similitudini con quelli calabresi, come ad esempio quello di scoperto negli scavi condotti a Francavilla Marina, vicino Sibari, che evidenzia molte affinità con quelli della Piana di Catania: una pianura attorniata da colline sulle quali risiedevano le popolazioni indigene.
Tra i ritrovamenti archeologici siciliani, particolare interesse riveste una capanna della Metapiccola, all’interno della quale sono stati rinvenute diversi manufatti in ceramica, di incerto utilizzo, ma probabilmente con significato rituale; all’interno, una struttura più piccola, con una tipologia costruttiva molto simile a quelle della Calabria: probabilmente, un edificio di culto, o la dimora di personaggi di rilievo.
Ha preso quindi la parola l’autore della pubblicazione, il prof. Fabrizio Mollo, autore di numerosi scavi, in particolare in Calabria, e docente universitario, che ringrazia il prof. Frasca, per avergli inculcato la passione per l’archeologia. Il suo libro da’ un’ampia visione dei territori che hanno conosciuto la presenza greca: Calabria e Basilicata, Campania, Sicilia, e si concentra in un periodo compreso tra il nono ed il terzo secolo a.C. : con la colonizzazione micenea si attuano contatti intensi con le popolazioni locali, con gli Enotri in Calabria ed i Siculi in Sicilia; genti che si fondono pacificamente tra di loro, assorbendo le rispettive culture: non corretto, quindi parlare di colonizzazione, più appropriato definirla integrazione.
Altro elemento in comune tra gli insediamenti calabresi e quelli siciliani, la sepoltura in grotticelle.
Il Prof. Mollo, calabrese per origine, ma siciliano per la sua attività lavorativa, si è poi soffermato sul concetto di alterità che colpisce la gente calabrese, da lui definiti figli di un dio minore, come i Bruzi considerati brutti, rozzi e cattivi; nonostante l’origine e le caratteristiche di grecità, la Calabria è sempre considerata negativamente: e la sua pubblicazione cerca di rovesciare, attraverso la conoscenza, questo pregiudizio.
La parola è quindi passata al Dr. Sudano, che ha rievocato il suo passato di ricerche, e scavi, e di esperienze nel Museo Archeologico di Lentini: ha rivolto un affettuoso ricordo ad Antonino Niniano, recentemente scomparso, che ha avuto il piacere di conoscere ed apprezzare proprio nel periodo della sua attività presso il Museo.
La Calabria non ha la monumentalità della Sicilia, e proprio per questo motivo non è apprezzata come la Sicilia, e pertanto è stata meno valorizzata, pur avendo interessantissime testimonianze archeologiche; ma si è ripreso a scavare, per portare alla luce i rinvenimenti lasciati incompleti all’epoca di Paolo Orsi.
La Magna Grecia, per il melting pot (crogiolo) delle sue popolazioni, era più grande della madrepatria, un po’ come l’America di oggi; la ricchezza di Sibari, l’importanza di Locri e Crotone ne sono l’indiretta conferma.
A conclusione della serata, il Dr. Messana ha brevemente illustrato i prossimi progetti dell’Ente Parco, in particolare dei programmi di restauro di reperti di Megara Iblea, che ha definito la prima città strutturata dell’antichità; ha accennato alle difficoltà incontrate nella gestione e valorizzazione del Parco Archeologico, per la carenza di mezzi e personale: ha auspicato la possibilità di acquisire i tratti di terreno di proprietà privata ancora all’interno del Parco, per incrementarne la superficie.
L’interessante serata si è ancora una volta conclusa con un apprezzato spuntino gentilmente offerto dal Direttore del Museo.

