Visita alla CHIESA RUPESTRE del CROCIFISSO
 
Nella mattinata di domenica 14 maggio 2017, cogliendo al volo e con entusiasmo l’opportunità offerta alla cittadinanza dal parroco della Chiesa di S. Alfio Don Maurizio Pizzo, in occasione della manifestazione nazionale “Chiese Aperte”, un numeroso gruppo di soci e di ospiti dell’Archeoclub “Alfio Sgalambro”, accompagnati dal suo vulcanico presidente prof. Pippo Cosentino, ha visitato la Chiesa Rupestre del Crocifisso, un tempo consacrata a Santa Maria La Cava, sita nella zona sud orientale dell’attuale Lentini, sul colle di Metapiccola nei pressi dell’area archeologica.
Hanno guidato con grande perizia il gruppo la dott.ssa Corinne Valenti (storica dell’arte) e la dott.ssa Raffaella D’Amico (restauratrice).
La Chiesa del Crocifisso è una delle più belle chiese rupestri della Sicilia, nota per il suo apparato iconografico definito uno dei più complessi della Sicilia rupestre. In esso sono presenti almeno cinque fasi decorative che fanno pensare ad un vero programma pittorico portato avanti nel tempo. Si presenta come una grotta suddivisa in due ambienti comunicanti tramite un varco, e quello di destra appare come una vera e propria chiesa. Accanto all’ingresso, sulla destra, c’è un’abside riccamente affrescata con il Cristo Pantocratore che benedice alla “greca” (con tre dita) con ai lati gli angeli le cui mani sono intrecciate con quelle del Cristo. Sontuoso l’abito del Cristo sia nei colori  - il rosso per la Sua regalità ma anche per la Sua passione in croce, l’azzurro per la Sua umanità – che nel panneggio.Teoria dei Santi 01 r
Addentrandosi nell’ambiente sulla parete nord sono presenti i resti di una serie di affreschi a pannelli singoli che richiamano l’arte bizantina, rappresentanti il ciclo mariano risalenti al 1400: la Madonna in trono con il Bambino, in piedi con il Bambino in braccio, che allatta il Bambino. L’umidità, l’abbandono, l’esposizione ai vandali, come hanno precisato le guide, ha deteriorato tutti gli affreschi della grotta; di molti esistono solo piccole tracce ormai “illeggibili”, e anche quelli che si presentano in condizioni migliori sono ricoperti da un velo di microscopici cristalli di sale che formano una patina biancastra, in gran parte sono scrostati e mostrano gli strati sottostanti che testimoniano i numerosi rifacimenti effettuati in tempi successivi. In questa sala, detta sacrestia, manca l’affresco del fondo, parete ovest, rappresentante la crocifissione – a cui si deve la denominazione della Grotta – che, per una sua più adeguata conservazione, tempo fa è stato staccato e attualmente è in esposizione al museo archeologico cittadino. Il vano di sinistra, al quale si accede tramite un varco sormontato da un arco affrescato con cinque figure di Santi, presenta sulla parete ovest due pannelli con pitture, risalenti al 1500, tra i meglio conservati della grotta, che rappresentano S. Cristoforo e S. Giacomo. Notevole il loro abbigliamento per i colori, i particolari decorativi del panneggio, la modernità della foggia dei sandali infradito, ecc.
Il vano di sinistra, con un ingresso indipendente che in origine era una finestra, si deve far risalire alla ricostruzione settecentesca che la trasformò in una chiesa. Comunque le notizie riguardanti la chiesa rupestre sono davvero scarse, ci hanno detto le guide; probabilmente nel XVI secolo il vano era un sepolcreto e a tale periodo dobbiamo i lavori di ristrutturazione dello spazio attraverso l'apertura di due varchi tra i due vani principali. Come riferito sopra, causa l’abbandono, qualche crollo (1693), gli atti di vandalismo, l’umidità, che ha favorito inoltre la formazione di ampi strati di alghe, la Grotta è andata incontro a processi di grave deterioramento che l’hanno ridotta in uno stato veramente miserevole. Per questo i cittadini di Lentini si sono uniti in un comitato spontaneo con l’obiettivo di portare l'attenzione su questo importante bene e renderlo fruibile alla collettività.
In occasione dell’8° censimento inGrotta del crocifisso Gruppo rdetto dal F.A.I.  “ I LUOGHI DEL CUORE”, l’Archeoclub  di Lentini, insieme a tante Associazioni Culturali lentinesi, si è impegnato nel  sostenere la candidatura della “ Chiesa Rupestre del Crocifisso”, avanzata da Padre Maurizio Pizzo, parroco della Chiesa Madre di S.Alfio, e da Neapolis, promuovendo una raccolta di firme. Giovedì 24 novembre 2016 alle ore 17,00, presso  la Chiesa della Madonna della Catena, è avvenuta la consegna delle 2500 schede  votate, raccolte anche dalle altre Associazioni, nelle mani dei promotori.
Una immancabile foto di gruppo ha suggellato l’interessante visita della Chiesa rupestre del Crocifisso che possiamo al tempo stesso considerare anche come una bella passeggiata naturalistica. Il percorso di oltre due chilometri fatto a piedi attraverso una stradella solo in parte asfaltata e per il resto impervia, scoscesa ma resa percorribile grazie al prezioso ed encomiabile lavoro di pulizia eseguito dal socio Luciano Matarazzo, ha consentito a tutti di apprezzare il suggestivo panorama: a nord l’Etna svettante con il suo bel pennacchio di vapore e alcuni edifici della Contrada Santuzzi, ad est il canyon del fiume Lisso verdeggiante di agrumeti e di macchia mediterranea con sulla cresta lo scorcio del quartiere Soprafiera; e lungo il sentiero scosceso, da un lato costeggiato da muretti a secco e pareti rocciose traforate da grotte, un ricco assortimento di piante tipiche dei terreni calcarei tra cui “Capperi”, “Asparagi selvatici”, “Erba bianca” e, negli angoli più ombrosi, fitti cespugli di “Acanto” in questo periodo nel pieno della loro fioritura con le alte spighe a fiori bianchi e viola circondate da grandi foglie lobate che ritroviamo nei capitelli corinzi.
Ci siamo rinfrescati e salutati sotto un maestoso albero di Carrubo stracarico di frutti a forma di grossi legumi.